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Dai social… ridiamo un pò

Anche il comico “Bruce Ketta” la pensa come noi!!

Bruce Ketta e la filosofia della buona tavola, niente assaggini, solo piatti abbondanti!

Chi conosce Bruce Ketta, il celebre comico di Zelig, sa bene che il suo personaggio del postino è sinonimo di simpatia. E proprio come lui, anche noi crediamo che a tavola non si scherzi, meglio un piatto abbondante che un assaggino misero!

In un’epoca in cui i ristoranti gourmet propongono porzioni minimaliste, noi rimaniamo fedeli alla tradizione della buona cucina, quella che sazia e soddisfa. E non siamo soli, Bruce Ketta è perfettamente in linea con questa filosofia! Perché quando si va al ristorante, l’importante è uscire contenti… e con la pancia piena!

Se anche voi siete della nostra idea, unitevi al movimento del “piatto abbondante” e lasciate gli assaggini agli altri!

@bruceketta00 Quando un pugliese va al ristorante… #ironia #smile #reels #perte ♬ suono originale – bruce ketta

La nostalgia della “cucina di una volta”

Per molti, la tendenza delle porzioni risicate, ha reso antipatico il momento della scelta del ristorante. Dove sono finiti i locali che offrono il giusto

equilibrio tra quantità e qualità? Quelli dove la parola “porzione” non era sinonimo di “assaggio” e dove il prezzo era proporzionato a ciò che si riceveva? In passato, una trattoria o un’osteria garantivano un pasto abbondante e gustoso a un prezzo onesto, un’esperienza che oggi sembra sempre più rara, soprattutto nelle grandi città.

Qualità e quantità, una sfida possibile?

Non si tratta di demonizzare la Nouvelle Cuisine o l’alta ristorazione, l’innovazione e la ricerca sono fondamentali per far evolvere la cucina. Tuttavia, è importante che la tradizione italiana non venga snaturata. I ristoratori dovrebbero trovare un equilibrio tra estetica, qualità e quantità, rispettando l’identità culinaria del nostro Paese.

La speranza è che il cliente medio non debba rinunciare alla soddisfazione di un buon piatto abbondante, senza dover sacrificare un mese di stipendio per un’esperienza che, pur visivamente bella, risulta povera dal punto di vista della sostanza. La vera sfida sarà riscoprire l’arte di servire cibo buono, generoso e accessibile, senza perdere il legame con le radici che fanno della cucina italiana una delle più amate al mondo.

Mezza porzione, prezzo pieno

Un problema evidente è la discrepanza tra quantità e costo. Nei ristoranti che seguono la filosofia della Nouvelle Cuisine, capita sempre più spesso di ritrovarsi

con porzioni ridotte all’osso, magari una “forchettata di pasta” ben impiattata o una fettina di carne elegantemente decorata, accompagnata da un conto che non rispecchia la generosità del piatto. Il cliente si ritrova a pagare cifre elevate non per la qualità del cibo – spesso comunque alta – ma per il lavoro estetico, per l’immagine, per un’idea di “lusso” che poco ha a che fare con il valore reale del pasto.

L’influenza della televisione: colpa dei programmi di cucina?

Un fattore che potrebbe aver contribuito a questa trasformazione è la crescente popolarità dei programmi televisivi di cucina. Chef stellati, gare culinarie e giudici inflessibili hanno trasformato la ristorazione in uno spettacolo, promuovendo l’idea che il piatto debba prima stupire visivamente per poi conquistare al palato. Tuttavia, questo approccio estetico spesso sacrifica la sostanza: il sapore e, soprattutto, la quantità.

La televisione ha abituato il pubblico a idealizzare piatti serviti con precisione millimetrica, presentati come piccole opere d’arte. Se questo è affascinante sullo schermo, nella realtà si scontra con le aspettative di chi vuole uscire da un ristorante soddisfatto, senza il bisogno di cercare una pizzeria per completare la cena.

Evoluzione o involuzione della ristorazione

La Nouvelle Cuisine in Italia

Negli ultimi anni, la scena della ristorazione italiana sembra aver subito un cambiamento significativo, allontanandosi sempre più da quella tradizione culinaria

che ha reso celebre il nostro Paese.

Una tendenza che divide e fa discutere è l’adozione, da parte di molti ristoranti, della Nouvelle Cuisine, una corrente nata in Francia negli anni Settanta, che predilige porzioni ridotte, presentazioni elaborate e una maggiore attenzione all’estetica del piatto.

Ma c’è un problema, la Nouvelle Cuisine non appartiene alla tradizione italiana. L’Italia ha sempre fatto dell’abbondanza, della convivialità e della generosità le sue bandiere a tavola. Piatti come una ricca lasagna, un abbondante piatto di spaghetti al ragù o un generoso tagliere di salumi sono espressioni di una cucina che non si limita al gusto, ma celebra anche il piacere di condividere. Eppure, oggi, trovare un ristorante che serva un piatto ben riempito a un prezzo ragionevole sta diventando sempre più difficile ma soprattutto antipatico!

Mangiare bene senza sorpese

Il portale Giro e Mangio è una piattaforma online dedicata alla scoperta e alla promozione di ristoranti, pizzerie e locali per aperitivi che rispettano i nostri standard

di qualità, abbondanza, e accessibilità economica. La piattaforma nasce con l’obiettivo di fornire un punto di riferimento affidabile per chi cerca locali autentici, senza fronzoli inutili o prezzi gonfiati, ma con un’attenzione particolare alla genuinità dell’offerta.

L’inserimento standard dei locali nella directory è gratuito.

Ogni locale deve rispettare linee guida ben definite in base alla tipologia (ristoranti, pizzerie o locali per aperitivi) per garantire la coerenza dell’offerta agli utenti del portale.

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Ogni locale avrà una scheda dedicata con descrizione, foto, menù tipo, fascia di prezzo SENZA recensioni degli utenti per evitare recensioni forvianti.

Cerchiamo di offrire agli utenti la possibilità di scoprire locali con ottimo rapporto qualità-prezzo promuovendo solo realtà che puntano su una cucina genuina e un’offerta trasparente, creando una rete di locali onesti e di qualità.

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